Cosa significa AsaNImaSA?

 

Una cantilena infantile, un mantra, canzoncina della buonanotte o una formula magica portafortuna? Oppure uno dei tanti artifici, giochi di parole senza senso di cui sono costellate alcune delle scene più sorprendenti e memorabili dei film di Fellini? Eppure, proprio senza senso questa cantilena non è se si pensa che è tratta da uno dei film più belli di Fellini e che hanno fatto la storia del cinema non solo italiano ma mondiale: 8 e 1/2. E non a caso proprio quest anno che ricorre il 20° anniversario dalla morte del Maestro, che si sorprendeva sempre “Maestro di cosa?” come disse all’amico giornalista e scrittore Ennio Cavalli, la Riviera Romagnola celebra uno dei suoi cittadini più illustri dando titolo a La Notte Rosa “AsaNIsiMAsa” in cui spiccano le lettere che formano la parola ANIMA, tema ufficiale della manifestazione.

Certo, Fellini in 8 e 1/2 sperimenta il nero su bianco con le ombre proiettate su muri bianchi che svettano imponenti e sembrano quasi predominare sulle scene circostanti e in alcuni casi sulle stesse persone da cui prendono forma. Chissà, forse in uno dei suoi sogni, che riproduceva su schizzi, disegni e negli stessi dialoghi dei film inserendo trucchetti, paroline, canzoncine, ritornava anche la tiritera ripetuta dalla nonna che lo rincorreva da bambino per fargli fare il bagno prima di portarlo a dormire. La nonna Franzchina di Gambettola, che il regista andava a trovare durante l’estate.

Se Fellini giocava con luci e ombre, in bianco e nero, la Notte Romagnola si tinge di Rosa, ma il tema in comune è l’ANIMA, tema universale che può avere tutti i colori del mondo, ed essere trasparente e impalpabile allo stesso tempo. Può risuonare di canzoni e filastrocche, essere una baraonda di rumore e riprodurre un vuoto infinito, un silenzio senza tempo e senza luogo. Rimini tinge questa anima di Rosa, come l’anima delle donne. Come le donne tingono il mondo anche quando questo mondo proprio rosa non è. Un mondo popolato di altri, altri diversi e uguali a noi, altri rappresentati sotto mille forme e sfaccettature nella loro unicità da Federico Fellini.

Il suo cinema ribaltò, e continua tutt’ora nel suo intento, l’affermazione di Jean-Paul Sartre, secondo la quale, “gli altri sono l’inferno”. Secondo Fellini gli altri erano e sono cinema e vita. Tutti indistintamente che siano vivi o morti, belli o brutti, reali o di fantasia. E bisogna accettarli con amore e gratitudine.

E cosa cerca di fare egregiamente, oserei dire, la Romagna se non accogliere in un grande abbraccio rosa gli altri e il mondo che popolano? E Rimini restituisce così un po’ di quella notorietà a Fellini lui che l’ha regalata a questa città, senza chiederle nulla in cambio. E in fin dei conti la Notte Rosa, il Capodanno dell’Estate, è di tutti e per tutti, non è solo delle donne, contrariamente a quanto si possa pensare, coinvolge adulti e bambini, giovani e meno giovani. Musica, con concerti dalla sera all’alba, discoteca all’aperto, con festival dedicati a vari generi d’arte tra cui quelli di danze orientali come La Mille e Una Rosa Festival, che celebra il femminile nella sua espressione più profonda attraverso la danza e la riscoperta di un mondo interiore che troppo spesso dimentichiamo e che si chiama Anima. Si può festeggiare mangiando, ballando, ridendo, facendo passeggiate in riva al mare o giri sulla ruota panoramica che offre una vista mozzafiato sulla città di Rimini. E se si ha la fortuna o l’opportunità di poter andare in mare con barche e gommoni, o su qualche lussuoso yacht, si potrà assistere allo spettacolo dei fuochi d’artificio che visti dal mare, fossimo anche sorretti da un semplice salvagente, regalano emozioni uniche. (Rosa Furfaro Giovannini).

 

 

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